LA DONNA NELLA STORIA FILATELICA ITALIANA
Aggiornamento N. 13.

Si parla ancora una volta di antiche divinità.
L’immagine della Venere Marina riprodotta sulla vignetta di questo francobollo dedicato all’arte orafa italiana, che fa parte della serie di cinque valori emessi il 18 maggio 2013 intitolati al Made in Italy, è ricavata da una spilla in oro e smalto del XIX secolo, opera dell’incisore Antonio Berini con Manifattura Castellani, con l’immagine della dea intagliata in cristallo di rocca. L’oggetto è conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Nella mitologia latina, Venere era una delle maggiori divinità femminili, figlia di Giove, nata, secondo la versione più diffusa, dalla spuma del mare in una conchiglia. Identificata con la greca Afrodite, dea dell’amore, della bellezza e della fertilità della terra, dal punto di vista del culto ellenico il suo mito era diversificato: come Afrodite Urania la dea rappresentava l’amore puro e ideale, come Afrodite Pandemia (di tutto il popolo) era il simbolo dell’amore sensuale, come Afrodite Areia (guerriera) era associata al culto di Ares dio della guerra, come Afrodite Anzeia (fiorita) era venerata come dea della fecondità della terra, come Afrodite Marina era venerata come dea delle creature marine protettrice dei naviganti.
Tra le sue numerose interpretazioni artistiche, la versione più celebrata è appunto quella marina, tra cui possiamo citare quella di Pompei (“Venere in conchiglia”, murale del I sec. d.C.), quella di Botticelli (“La nascita di Venere”, tempera su lino 1482 ca.), e ancora quella di Cabanel (“La Naissance de Vénus”, olio su tela 1863).



© Maria Grazia Dosio CC BY-NC-ND 3.0 IT
