Sant’Agata protettrice del seno

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LA DONNA NELLA STORIA FILATELICA ITALIANA
Aggiornamento N. 108.

Sant’Agata (ca. 230-251), giovane cristiana perseguita e morta in carcere per non avere tradito la professione della fede cristiana durante le persecuzioni sotto l’imperatore Decio, fu vittima di tortura e il suo seno venne martirizzato. Venerata per avere protetto la città di Catania dall’eruzione dell’Etna nel 252, anno successivo alla sua morte, è riconosciuta e invocata come Patrona locale. Altro patronato che il popolo le assegna per motivi conseguenti, è la protezione della salute del seno: colei che ebbe il seno strappato dai carnefici, è in grado di proteggerlo.

Il 5 febbraio 2026 viene emesso dal Ministero delle imprese e del made in Italy un francobollo commemorativo del 900° anniversario del rientro in patria delle reliquie di Sant’Agata (tariffa B). La vignetta riproduce il busto reliquiario della Santa, opera dell’artista senese Giovanni di Bartolo (1376), adornato con i suoi preziosi ex voto.

Nel 1126, Maurizio Vescovo di Catania riconobbe l’autenticità delle reliquie della martire catanese precedentemente trafugate, accompagnandole nella Cattedrale della città. La Santa Patrona viene festeggiata ogni anno a Catania il 5 febbraio con una festa solenne della durata di almeno quattro giorni. Il busto contenente le reliquie, realizzato in argento massiccio con il volto e le mani dipinti a smalto e i capelli in oro, viene portato solennemente in processione. È attualmente in corso l’iter di candidatura per l’iscrizione della Festa di San’Agata nella lista UNESCO del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, attualmente in attesa di riconoscimento.

© Maria Grazia Dosio CC BY-NC-ND 3.0 IT

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